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Se si parla di letalità pura, il Koryu Jujutsu è senza dubbio una delle arti marziali più pericolose mai sviluppate. La sua combinazione di tecniche letali, conoscenza delle armi e strategia di sopravvivenza lo rende un sistema di combattimento superiore per situazioni estreme.

Il Jujitsu era un tempo l'arte segreta dei samurai, una disciplina così devastante da essere bandita per secoli. Nata nell'antico Giappone feudale, non era una danza di colpi spettacolari, un'arte marziale pragmatica e spietata, progettata per uccidere o mutilare rapidamente.
Sul campo di battaglia i guerrieri addestrati nel Jujitsu si muovevano come fantasmi, sfruttando leve articolari, strangolamenti, proiezioni e colpi mirati a punti vitali per eliminare i nemici in modo rapido e silenzioso. Ossa spezzate, articolazioni dislocate, vie respiratorie bloccate: il Jujitsu non lasciava spazio alla sportività, solo all'efficienza letale.
La pericolosità di quest'arte marziale ne causò il bando per lungo tempo. Ma la sua efficacia in combattimento non poteva rimanere nascosta per sempre. Oggi, versioni "addolcite" di Jujitsu sono praticate per autodifesa e sport da combattimento. Ma sotto la superficie si cela ancora l'essenza letale di un'epoca in cui la sopravvivenza dipendeva dalla capacità di eliminare rapidamente l'avversario.
Il Jujutsu rimane una delle arti marziali più efficaci e brutali della storia. La sua capacità di adattamento, la sua letalità e la sua completezza lo rendono un sistema di combattimento senza eguali. Sebbene sia stato vietato in passato, oggi continua a vivere attraverso discipline moderne e nella formazione militare, dimostrando che la sua efficacia non è mai stata messa in discussione.
Oggi, sebbene molti insegnino il Jujitsu, spesso si tratta di una forma moderna dell'arte, mescolando tecniche di judo, karate, aikido . In Italia, sono pochi coloro che insegnano il Jujutsu Koryu autentico , ovvero il Jujutsu tradizionale.
Grazie ai lineaggi storici, è possibile trovare scuole autentiche dove studiare questa antica disciplina, come il Matsuda Den daito Ryu Jujutsu , un'arte marziale che affonda le sue radici nella storia dei samurai e che è stata portata nel 2002 in Italia dal Maestro Alfonso Torregrossa.
In Italia, il panorama del Ju Jitsu vanta numerosi esperti sia nella sua variante giapponese che brasiliana (BJJ). Tra i maestri di Jujutsu giapponese spicca Alfonso Torregrossa, Maestro 9° Dan. Diplomato e certificato in Giappone con licenze originali giapponesi, egli è uno dei pochi in Italia a possedere tali riconoscimenti.
(Fonte Wikipedia)
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Scuole di Daito-Ryu in Italia (articolo)
Posted on May 5, 2021 by Aikido Italia Network
https://simonechierchini.com/2021/05/05/scuole-di-daito-ryu-in-italia/

I gradi del Budō - Jujutsu

Oggi con molta facilità ci sono molte Associazioni , Enti, Federazioni Private , Organizzazioni fasulle che rilasciano gradi e qualifiche come se fosse un vero mercato . Si può considerare vera tradizione solo quando un insegnante segue un percorso tecnico sotto una vera scuola tradizionale giapponese . La trasmissione all’interno dei Ryū avviene tradizionalmente mediante il conferimento di un documento scritto chiamato “Makimono”.
Chiunque voglia apprendere un percorso serio comincia nel livello shu (della forma) che comprende l'intero sistema kyu. In esso rientra l'apprendimento basilare delle tecniche (omote) e il raggiungimento del livello psicofisico necessario per toccare i livelli superiori. Si tratta di costruire e rafforzare autodisciplina, volontà, pazienza, comprensione e convivenza con altri, elementi senza i quali non è possibile progredire. Durante questo primo periodo lo sviluppo della tecnica è l'unico criterio di misurazione utilizzabile.
Originariamente il mudansha era rappresentato dalla sola cintura bianca, simbolo della "non conoscenza, della purezza e della libertà della mente"; in seguito fu introdotta la suddivisione tra cintura bianca e cintura marrone, cui si aggiunse poi quella dei colori intermedi.
Omote significa "basilare, fondamentale" e simboleggia il lato visibile dell'arte marziale, quello che ognuno può apprendere: tutte le tecniche vengono scomposte e studiate ricercando la perfezione formale, priva di contenuti spirituali.
Gradi di maestria tecnica
Il primo grado Dan del Budo (Shodan) autorizza ad indossare la cintura nera ed è il primo grado dell’allievo sulla Via, età minima 18 anni . Shodan , cintura nera , mostra che l’allievo padroneggia le basi tecniche e che ha ampliato il suo potenziale interiore, in modo tale che nel grado successivo potrà arrivare a sperimentare lo spirito del Budo. Qui comincia la Via.
Il livello yudansha giunge sino al quarto dan e corrisponde al livello della "libertà della forma" (ha), il livello del guerriero. Il praticante può divenire un esperto di quella stessa tecnica utilizzata ai livelli kyu ma compresa nel suo significato reale.
Il 1° dan (shodan) nel Jujitsu consente di indossare la cintura nera ed è il primo passo dell'allievo lungo la Via (do): in questo momento comincia il vero percorso . Lo studio si raffina e l'arte marziale viene valutata anche dal punto di vista psico-fisico: l'allievo è in grado di capire che dietro l'esercizio fisico c'è la ricerca di uno stato mentale più appagante, così i gradi si evidenzieranno solo quando il praticante avrà superato il livello della dipendenza dalla forma.
Nel 2° dan (nidan) e nel 3° dan (sandan) si uniscono la comprensione dell'importanza dell'atteggiamento mentale e la maggiore efficacia delle tecniche.
Il 4° dan (yondan) è il "livello dell'esperto". Il confine della tecnica puramente corporea viene raggiunto e chi lo acquisisce sa che per poter migliorare dovrà cercare e percorrere nuove vie. Egli interiorizza gli aspetti spirituali dell'arte vivendoli nella scuola e nel quotidiano. A questo livello si forma il legame tra la filosofia dell'arte marziale e tecnica.
Kodansha - La maestria spirituale
Gradi di maestria spirituale
I gradi kodansha sono propri del vero maestro essi permettono di condurre un allievo al di là degli aspetti puramente formali della tecnica preparandolo alle conoscenze della Via (do).
Irokokoro - La maturità
Grado della maturità
I gradi di maestria più elevati nel Jujutsu sono espressioni della maturità, legati ai titoli :
Renshi: “Maturità spirituale”, competenza e padronanza di uno stile, potrebbe essere paragonato ad un assistente di un professore universitario. Renshi è un titolo da maestro, riservato al 5° o al 6° Dan età minima 45 anni .
Kyoshi: “Colui che pratica”, potrebbe essere paragonato ad un professore universitario. Kyoshi è un titolo da maestro, indica anche Maestro di Maestri, riservato al 7° o al 8°Dan età minima 40 anni .
Shihan , è un titolo utilizzato per i Maestri di livello alto, a partire dal 7° dan , che richiede moltissimi anni di pratica per essere raggiunto, età minima 45 anni
Hanshi “La trascendenza dell’essenza”, Il titolo più alto all’interno degli Shihan è Hanshi, che non è semplicemente l’inverso dei caratteri, mentre Shihan significa un modello di insegnante. Hanshi significa una persona esemplare. Hanshi è un titolo da maestro, riservato al 8° o al 10° Dan dietro un percorso serio e duraturo nel tempo rilasciato da un valido insegnante o dalla Ryu di appartenenza in caso contratio è pura carta straccia . Età minima 50 anni .
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La tradizione tecnica del Daito-ryu Renshinkan include: jujutsu , aikijujutsu e aiki-no-jutsu e tecniche con armi . La sua filosofia e le tecniche hanno influenzato direttamente lo sviluppo di molte arti marziali popolari, come Shorinji Kempo, Hakko Ryu Jujutsu, Hapkido .







TAKEDA CLAN - Successori dal 1056!
Lineage Daitōryū
Takeda - Matsuda - Maeda - Takase
1th Generation
Shinra Saburō Minamoto no Yoshimitsu 新羅 三郎 源 義光 (1056-1127)
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35th Generation Sokaku TAKEDA 武田惣角 (1859-1943)
36th Generation Toshimi MATSUDA 松田敏美 (1895-)
37th Generation Takeshi MAEDA 前田武 (1907 - 2001)
38th GenerationMichio TAKASE 高瀬道雄 (1964)
Koryu Jujutsu rappresenta un legame diretto con le radici delle arti marziali giapponesi, offrendo uno studio approfondito delle tecniche di combattimento utilizzate dai samurai.